Monday, February 6, 2012

C'é Chi Dice NO - Un film contro il sistema dei 'favoriti' in Italia

Il prossimo film della quale vi vorrei parlare tratta un tema che mi stá molto a cuore. Il film é uscito nel 2011, diretto da Giambattista Avellino é scritto da Fabio Bonifacci, é il titolo é:



La storia si concentra su Max (giornaliere), Samuele (docente di legge all'universitá) ed Irma (dotoressa) chi, dopo 15 anni si riincontrano ad una cena di classe del liceo. Tutti e tre sono incavolati con la vita, perché non anno ricevuto il merito giusto per il loro lavoro fatto, invece i loro capi hanno assegnato le loro promozioni a figli, familiari a mogli. Giustamente il modo in cui trattano la gente non é tanto carina... Il fatto é che si, questo succede in Italia, ma sinceramente succede da per tutto! Fa schifo. Ci sono casi nelle quali posso pure capire, ma quando, ad esempio il carattere di Irma fa il medico, danno il lavoro a qualcuno della famiglia, non tengono conto del fatto di chi sia piú adatto a quel lavoro. (Nel film peró, la persona che ha preso il posto di Irma é una brava medica, ma questo é solo un caso, poteva pure essere un'incapace!)
A questo punto i tre si mettono d'accordo nel distruggere la persona che gli ha fatti miserabili, ma per non rimanere sospettati e per avere un alibi fisso, si scambiano avversari. Il problema nasce quando Max, per assicurarsi un'alibi comincia a frequentare la sua nemica che, perché si sente male per avergli preso la promozione, parla di lui al padre che fa in modo che lui abbi un'altro tipo di promozione. Ovviamente dopo settimane di combattere per giustizia Irma e Samuele is incavolano con Max. Non capiscono come puó fare la stessa cosa che loro combattono. Sinceramente, anche se capisco perché sono arrabbiati, se guardi il film, non ti pare che Max sia cattivo, oppure che abbia fatto di tutto o in questo caso qualcosa perché sia raccomandato. Tutto succede troppo in fretta, e quando finalmente ti riconoscono, quando ti dicono che 'Sei bravo!' , non te ne frega piú niente di nessuno, giustamente.
Nel film due poliziotti scoprono che i tre si conoscono e avvertono Max, che se non la smettono vanno in galera tutti. Max per paura vuole rinunciare all'ultimo colpo, mostrare un video dove due docenti dell'universitá discutono di come hanno cambiato i punteggi di studi per dare credito a persone che non se lo meritavano, ma gli altri due dicono che non conta. Perché basta con i figli di papá che ricevono soldi per niente, basta con docenti che mettono la loro vita davanti a tutto e tutti non siano ringraziati per i loro lavori e le loro ricerche! Infine capiscono che qualche anno in galera non conta, sanno benissimo che hanno violato la legge, sanno benissimo che non ogni loro mossa era giusta nel senso della morale, ma c'é gente che c'é la peggio di loro. C'é chi perde il lavoro. E allora che si fá? Cominciano a circolare il video ed Enza, la ragazza che aveva preso il lavoro di Max, scrive un libro su loro 'Pirati Del Merito'.

Mi ricordo una volta parlavo con un'amica e gli ho detto che vorrei lavorare alla radio, e mi ha detto che questo funziona solo se giá conosco qualcuno che lavora lí... stupendo, non é vero? Questo mondo fá schifo. C'é chi sputa fuori i loro polmoni per ricevere la minima forma di accetto oppure di merito o riconoscenza delle proprie capacitá, ed allora arriva qualcuno che non centra un cazzo, possibilmente il figlio di un papá che se ne fotteva di fare il suo lavoro da padre, e per mostrare qualche forma di affetto assegna loro un lavoro che, in tanti casi, nemmeno vogliono, sicuramente non meritano e che non gli si addice per niente. Ho due migliore amiche, una sta ancora studiando, ma anche con il diploma non riuscirá a situarsi, te lo dico adesso, e un'altra che da un anno cerca lavoro, ma niente speranza perché in un'economia dove tutti perdono lavoro, i familiari vengono schiacciati in posti qualsiasi per avere 300€ a settimana! Cosa devono fare gli altri? Favori vengono chiesti, lavori non pagati, eccetera, a me lo hanno detto che in Italia, il diploma non serve a un'cazzo! E per forza! Ma mica solo in Italia! Questo é un sistema schifoso nella quale viviamo. Io ancora non sono un nessuno, potrei pure essere se usassi solo un nome dall'agenda di mio padre, ma non lo faccio perché voglio trovare quella persona, anche se é solo una, alla quale piacciano i miei lavori, e quando la troveró sapró finalmente che c'é chi dice si. Nel frattempo, al sistema diciamo VAFFANCULO!
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Samuele - Paolo Ruffini

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